Arte e Cultura

Musei della Sila

il Museo di Trepidò, nel comune di Cotronei, nasce grazie ad un intervento di riqualificazione ambientale di un’area e di recupero edilizio di un vecchio immobile di proprietà del Comune di Cotronei, concessi in comodato d’uso all’ Ente Parco, il quale vi ha investito oltre novecentomila euro.
Nel nuovo museo i temi trattati offrono ai visitatori, attraverso l’utilizzo di una tecnologia multimediale e interattiva, una panoramica dei paesi del Parco, di flora e fauna delle sue aree protette, dei prodotti artigianali ed enogastronomici, delle sue ricchezze idriche – laghi e fiumi –e infine dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare – termico, biomassa). La panoramica del museo si conclude con un approfondimento sull’uso plurimo delle acque ed in particolare sull’utilizzo idroelettrico dei laghi. In questo contesto non si può che sottolineare la caratteristica che a circa due chilometri di distanza da questo nuovo Centro Visita si trova la diga del lago Ampollino che si presenta nella sua bellezza ambientale ed imponenza visiva.

Il nuovo Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo, che ha sede a Longobucco nella bella cornice dell’ex Convento dei Frati Francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione.

Realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Longobucco, l’Assessorato all’Ambiente-Dipartimento Politiche dell’Ambiente e l’Ente Parco Nazionale della Sila, il Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo si inserisce nell’ambito del progetto di riqualificazione del territorio del Parco e della sua promozione come meta turismo culturale, naturalistico e sportivo (con particolare riferimento al segmento dei visitatori interessati alle aree protette, per valorizzare il legame tra patrimonio storico-culturale, ecologico-ambientale ed enogastronomico) promosso e finanziato dell’Ente Parco fin dal 2002, anno dalla sua costituzione. Per questo motivo è stato concepito – in linea con il Museo dell’Olio di oliva e della Civiltà contadina di Zagarise (Cz), inaugurato il 16 novembre 2009, e il Museo della Civiltà agrosilvopastorale, delle Arti e delle Tradizioni di Albi (Cz) – come un “ecomuseo”, ovvero come un’istituzione culturale le cui componenti essenziali sono il territorio, la popolazione e il patrimonio, inteso come tutto quello a cui la comunità ha attribuito nel tempo sufficiente valore da essere manifestato.

La progettazione dell’allestimento del Museo è stata curata da Syremont, una società del Gruppo Thesauron che opera in contesti pubblici e privati (musei, teatri, castelli, ville storiche, collezioni private, parchi e giardini) ove è richiesta una riqualificazione immobiliare, paesaggistica o urbana finalizzata alla fruizione pubblica. A Novamusa, sempre del Gruppo Thesauron, è invece affidata la gestione dei servizi di accoglienza al pubblico.

Avvisi:

Nel periodo di bassa stagione turistica (1 novembre – 15 marzo) i musei sono aperti su prenotazione; Nel periodo Natalizio potrebbero essere effettuate aperture straordinarie. E’ bene chiamare per conoscere le date.